la chiesa di sant'anna
 
   

LA NOSTRA SEDE DA 250 ANNI

 

Edificata nel 1701 come Cappella funeraria della nobile famiglia De Sangro, da 250 anni la Chiesa di Sant'Anna è sede dell'Arciconfraternita del Santo Rosario.
Con atto notarile dell'8 aprile 1756 del notaio Carlo Ricci di Torremaggiore, ratificato, omologato ed accettato dall'Eccellentissimo Principe Raimondo Maria De Sangro il 30 maggio 1756 in Napoli nelle mani del notaio Francesco Di Maggio, la nostra Arciconfraternita diviene proprietaria della Cappella con l'impegno "… che se ne conservi la struttura e che resti immutato il titolo della Chiesa a Sant'Anna ...".

A navata unica, con il presbiterio sopraelevato al quale si accede mediante due scalinate perimetrali di dodici scalini, la Chiesa di Sant'Anna è un "piccolo gioiello", così come l'ebbe a definire l'allora nostro Vescovo S.E.Mons. Michele Seccia, durante la cerimonia di riapertura al culto dopo i lavori di restauro del 1998: lavori interamente svolti dai nostri confratelli con l'ausilio di valenti esperti nel campo della pittura che guidavano le varie fasi dell'intervento.
Con i suoi ori e i colori, che variano dall'azzurro al grigio chiaro, la Chiesa di Sant'Anna è un piccolo scrigno di bellezza.
Lungo il muro a destra, dopo la nicchia di San Francesco d'Assisi, vi sono gli altari di San Biagio (1856) e l'altare privegiato che custodisce la statua di Sant'Anna (scultura lignea di Luigi Vergella, Napoli 1837), arricchito di indulgenze con Bolla di Papa Pio IX del 1851.
 
 
A sinistra, gli altari del Patriarca San Domenico (1756) e di San Luigi Gonzaga (1844).
Sul presbiterio, due piccole nicchie custodiscono le statue del Risorto e dell'Immacolata Concezione.
Al centro dell'abside, tra due colonne sormontate da una corona retta da due angeli, il trono che custodisce il venerato simulacro della Madonna del Rosario (XVI sec., restaurato nel 2004).
Tra le scalinate, si apre la cripta che custodisce l'urna del Gesù Morto: l'opera in cartapesta leccese del 1928, sostituisce la statua lignea del 1858 bruciata durante l'incendio divampato nella notte tra il 22-23 dicembre 1926.
Ai lati, le statue di Sant'Isidoro Agricola, Protettore dell'Agricoltura (1899, a devozione del popolo) e Santa Rosa da Lima (1756).
Al piano superiore, inaugurato il 26 luglio 2007, un piccolo museo custodisce vecchi paramenti sacri, quadri, oggetti liturgici, messali e le statue di Sant'Apollonia (18..), San Francesco di Paola (18..) e la statua del Gesù con la croce (1928).
   
veduta della fossa sepolcrale dei De Sangro ormai vuota
CRISTO MORTO: statua lignea del 1858, bruciata nell'incendio del 22 dicembre 1926